In mattinata la cerimonia funebre del campione paralimpico, alla Basilica Santa Giustina di Padova. Arrivati anche Bebe Vio, Alberto Tomba e Gianni Morandi. “Cercate Alex nei ragazzi di Obiettivo 3”
La pioggia, il rosso e il verde degli ombrelli, il lungo applauso delle centinaia di persone presenti fuori nella Basilica di Santa Giustina in Prato della Valle a Padova: così è stato accolto l’arrivo del feretro di Alex Zanardi. È il giorno dell’ultimo saluto all’ex campione automobilistico e atleta plurimedagliato paralimpico, nella chiesa di Santa Giustina a Padova. Il Veneto- regione adottiva dello sportivo- ha indetto il lutto regionale, mentre Bologna e Castel Maggiore, città di provenienza, quello cittadino per rendere omaggio al campione morto l’1 maggio all’età di 59 anni.
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La pioggia non ha scoraggiato chi ha voluto esserci per lui, in centinaia con gli ombrelli assistono alla cerimonia dal maxi schermo allestito fuori dalla basilica, la stessa in cui si sono tenute le cerimonie funebri di Giulia Cecchettin e dei carabinieri morti nella strage di Castel D’Azzano.
L’HANDBIKE, LA BARA E I FIORI BIANCHI TRA GLI APPLAUSI
Il feretro è arrivato puntuale alle 11 di questa mattina: lo aveva preceduto però l’amata handbike, compagna della vittoria di Alex ai Giochi paralimpici di Londra 2012- e con cui ha conquistando in tutto sei medaglie alle Olimpiadi- e poi posizionata sempre vicina alla bara anche in chiesa.
Una bara semplice, chiara sovrastata da rose bianche è stata accolta sul sagrato, naturalmente, dalla moglie Daniela Manni, dal figlio Niccolò e dalla mamma Anna, insieme a don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi, amico di Zanardi, chiamato a celebrare la cerimonia religiosa.
Lunghi applausi anche all’interno della chiesa hanno accolto l’arrivo della bara sotto l’altare.
BEBÈ VIO, GIANNI MORANDI, ALBERTO TOMBA TRA I PRESENTI
A dare l’ultimo saluto al campione grandi nomi dello sport e delle istituzioni. Tra i primi ad arrivare, Giancarlo Minardi, dell’omonimo team di Formula 1, e Stefano Domenicali, oggi al vertice della F1, e ancora Jorg Kottenmeyer, direttore del Motorsport BMW. Poi il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis e ancora, Giusy Versace, senatrice e atleta paralimpica, Giovanni Malagò, candidato alla presidenza Figce.
In chiesa anche l’amica Bebe Vio, visibilmente commossa, i ragazzi di Obiettivo 3, il progetto creato da Zanardi per avvicinare allo sport le persone con disabilità. Tra i rappresentanti delle istituzioni, i sindaci di Bologna e Castel Maggiore, Matteo Lepore e Luca Vignoli, l’ex governatore del Veneto e oggi presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, oltre naturalmente all’attuale governatore Alberto Stefani. E poi ancora tra i nomi più noti, Alberto Tomba, Paolo Barilla, Gianni Morandi. Su disposizione della famiglia non è stata prevista la diretta televisiva
delle esequie.
LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO
Durante la cerimonia, Don Marco Pozza ha letto la lettera che Papa Francesco inviò a Zanardi dopo il secondo grave incidente in handbike, nel giugno 2020: “Carissimo Alessandro, la tua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Ci hai insegnato a vivere la vita da protagonisti, facendo della disabilità una lezione di umanità. Grazie, Alessandro, per aver dato forza a chi l’aveva
perduta”.
L’OMELIA: “CERCATE ALEX NELLE STORIE DEI SUOI RAGAZZI”
E nell’omelia, il celebrante ha ripercorso la vita di Alex Zanardi, figlio- come si autodefiniva- di “un saggissimo idraulico, di una madre casalinga che la sera, per arrotondare lo stipendio, faceva le asole alle camicie”. E poi “Mi sono immaginato Dio che incontra Alex- ha proseguito- lui non sa cosa dirgli e Dio gli chiede: posso suggerirtelo io? Però, sei Zanardi da castro maggiore. Ciao Alex”.
Don Marco ha quindi ricordato la regola dei 5 secondi che Zanardi aveva raccontato in più occasioni, quella di pensare 5 secondi in più prima di agire, per non cadere in errori che possono avere piccole o grandi conseguenze nella vita di ognuno di noi: “Mi dispiace per sorellaccia morte- ha detto don Pozza- si è presa il corpo, ma l’anima gli è sfuggita. In corsia di sorpasso si è andata a infilare dentro la storia e la vita di ‘Obiettivo3‘ (la squadra di atleti paralimpici voluta e finanziata da Alex Zanardi e guidata dal figlio Niccolò, ndr). L’anima di Alex abita dentro la storia di questi ragazzi. La beffa è che Alex anche da morto è vivo in questi ragazzi”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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(video e photo credit: Luca Zaia /Fb)
