Non è più solo la solita stampa o il mormorio dei social, adesso è la base politica a evidenziare criticità e pretendere risposte.
Il “clamoroso” sopralluogo della II Commissione sui cantieri del centro storico segna una ulteriore frattura nei rapporti tra Consiglio e Giunta Tesauro.
C’è un’aria nuova a Palazzo del Carmine, e non è quella vista sino a poco tempo fa rassicurante della coesione a oltranza. La maggioranza di centro-destra, finora vista come un blocco monolitico pronto a incassare le critiche dei cittadini e della stampa locale, ha deciso di “svegliarsi”.
Il segnale, forte e chiaro, è arrivato lunedì scorso durante un sopralluogo della II Commissione consiliare il cui presidente è l’architetto Fabrizio Di Dio, Forza Italia, nei cantieri di corso Umberto I e corso Vittorio Emanuele.
Ma la Commissione non si è limitata a una semplice visita di cortesia.
Al contrario, ha messo a nudo le inefficienze della posa della pavimentazione in mattoni di lava, parlando apertamente di “vizi di esecuzione”.
Il dato tecnico rilevalo è importante, ma quello politico è dirompente, la Commissione ha agito con la precisione di un ufficio tecnico, rilevando mattoni non livellati, pericoli per i pedoni, fughe irregolari e pendenze errate che rischiano di trasformare il centro in una serie di acquitrini alla prima pioggia.
Ma il vero “terremoto” non è tecnico, è istituzionale. Al sopralluogo erano presenti il RUP, il direttore dei lavori e l’impresa, ma nessun esponente della Giunta. La maggioranza ha scelto di non aspettare più le lungaggini dell’amministrazione, decidendo di farsi interprete diretta del malcontento dei cittadini.
I cittadini non sono i soli a lamentarsi, ora è la politica che sostiene il Sindaco a pretendere che i lavori siano fatti a regola d’arte, specialmente con l’approssimarsi dei Riti della Settimana Santa.
Per mesi, la maggioranza ha fatto da parafulmine alle critiche esterne, ma ogggi quel tempo sembra finito.
Il fatto che il Presidente Di Dio appartenga allo stesso partito del Sindaco Tesauro trasforma questa azione in un atto di “autocoscienza politica”, la maggioranza non è più disposta a restare inerte di fronte a interventi che delegittimano la credibilità dell’intera coalizione.
Mentre l’opposizione, paradossalmente, sembra attendere gli sviluppi del post-rimpasto, è proprio dall’interno che arrivano i “segnali di fumo” più densi.
Se da un lato il sopralluogo può apparire come un’invasione di campo tecnica da parte di un organo politico, dall’altro rivela un centro-destra in fibrillazione.
Se la maggioranza arriva a “commissariare” di fatto l’Assessore competente, l’ing. Adornetto, e gli uffici tecnici, significa che il rapporto di fiducia è ai minimi storici.
A questo punto, la coerenza imporrebbe un passaggio ulteriore. Se i consiglieri di maggioranza non si fidano più della capacità esecutiva della propria Giunta, il dibattito deve spostarsi d’urgenza in Aula.
Restare nel limbo dei “messaggi trasversali” e dei sopralluoghi che evidenziano grosse criticità, servirebbe solo a prolungare un’agonia amministrativa che Caltanissetta non può permettersi.
Il “Vaso di Pandora” si è aperto, la maggioranza ha smesso di subire e di metterci la faccia.
Resta da capire se questo risveglio porterà a una rinascita dell’azione di governo o se è solo l’antipasto di un “liberi tutti” generale, dopo la spaccatura interna e magari in funzione di probabili prossime scadenze elettorali che potrebbero arrivare prima del previsto. Ad Maiora
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