L’iraniano arrestato a Malpensa pochi giorni prima di Sala
La premier italiana Giorgia Meloni è tornata dal viaggio a Mar-a-Lago fiduciosa nella comprensione da parte di Donald Trump della necessità di liberare Mohammad Abedini Najafabadi, l’iraniano fermato a Malpensa su richiesta degli Stati Uniti, per ottenere la liberazione della giornalista Cecilia sala a Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui il rilascio dell’ingegnere iraniano potrebbe avvenire già nei prossimi giorni, per ordine del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Entrambe le parti negano che vi sia un legame fra i due arresti e con il rilascio della giornalista italiana.
L’ipotesi di uno scambio
“Giorgia Meloni – scrive il quotidiano – sapeva che il rilascio di Abedini come parte di uno scambio di prigionieri rischiava di irritare gli Stati Uniti, incluso il presidente entrante Donald Trump, che dovrebbe rinnovare la sua politica di ‘massima pressione’ sull’Iran. Meloni è volata in Florida sabato per incontrare Trump e spiegargli che liberare Sala era un interesse nazionale italiano e che l’Italia avrebbe dovuto respingere la richiesta di estradizione degli Stati Uniti per Abedini. I dirigenti italiani sono tornati dalla Florida fiduciosi che Meloni si fosse assicurata la comprensione di Trump”.
Il ruolo dell’amministrazione Biden
L’amministrazione uscente di Joe Biden,interpellata dal Wsj sul caso Sala-Abedini, ha dichiarato di essere determinata a contrastare gli sforzi dell’Iran per ottenere tecnologia avanzata per droni.
Il Presidente Biden è atteso a Roma questa settimana. Sarà l’ultimo viaggio internazionale della sua presidenza e si prevede che incontri Meloni, Sergio Mattarella e Papa Francesco.
Chi è Mohammad Abedini
Mohammad Abedini Najafabadi è un ingegnere iraniano arrestato il 16 dicembre all’aeroporto di Malpensa, Milano, su mandato delle autorità statunitensi. È accusato di aver esportato componenti elettronici sofisticati verso l’Iran, violando le sanzioni statunitensi nei confronti di Teheran.
In particolare, Abedini avrebbe fornito componenti per droni utilizzati in un attacco in Giordania nel gennaio 2024, che ha causato la morte di tre militari statunitensi.
Di che cosa è accusato Abedini
Le accuse includono la fornitura di supporto materiale a un’organizzazione terroristica straniera, l’Irgc Aerospace Force, un’unità strategica missilistica, aerea e spaziale dell’Iran. Si sostiene che, tra il 2021 e il 2022, circa il 99% delle vendite del Sepehr Navigation System da parte della società di Abedini, utilizzato nei droni d’attacco iraniani, siano state destinate all’Irgc Aerospace Force.
L’udienza per l’estradizione
Attualmente, Abedini è detenuto nel carcere di Opera, Milano. La Procura di Milano si oppone alla sua richiesta di arresti domiciliari, almeno fino all’udienza prevista per il 15 gennaio 2025.
Il suo arresto ha innescato tensioni diplomatiche tra l’Iran e l’Italia. Il Ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore italiano a Teheran, definendo l’arresto di Abedini “illegale” e chiedendone il rilascio immediato.
Parallelamente, l’arresto in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala ha sollevato preoccupazioni su un possibile scambio di prigionieri tra i due paesi. Tuttavia, le autorità italiane e iraniane non hanno confermato ufficialmente tale ipotesi.
Fonte TgLA7

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