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Covid, la nuova variante LP.8.1 in crescita in Europa e Italia. Quali sono i sintomi

Last updated: 22/05/2025 16:35
By Redazione 480 Views 5 Min Read
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Marco Cavaleri (Ema): “Ecco perchè ha senso continuare con vaccini, ma uso più ristretto”

Contents
Cosa sappiamo della variante LP.8.1I sintomi“Il  virus è cambiato un po’ meno di quanto è successo negli anni passati”

Allarme per la nuova variante Covid. “LP.8.1 sta facendo aumentare i casi in Asia, a Singapore e Hong Kong ma anche in Europa e in Italia.

Ha senso continuare a rivaccinare contro il Covid? “Sì, l’idea è quella di continuare a fare campagne mirate. Il virus Sars-CoV-2 si è diffuso non soltanto nei mesi freddi, ma ha comunque ancora un atteggiamento piuttosto imprevedibile con le sue ondate, i suoi cicli di diffusione”. A spiegarlo è Marco Cavaleri, esperto italiano che all’Agenzia europea del farmaco Ema e responsabile Public Health Threats e presiede l’Emergency Task Force (Etf) che aggiunge “Comunque i mesi invernali sono quelli in cui le infezioni virali respiratorie causano i maggiori problemi con le ospedalizzazioni. Quindi rimane un punto valido per fare campagne vaccinali in soggetti che sono particolarmente a rischio, pensando al Covid, ma anche all’influenza e al virus respiratorio sinciziale (Rsv)”. 

Cosa sappiamo della variante LP.8.1

In realtà, la variante LP.8.1 non è una nuova arrivata delle ultime settimane. Rilevata per la prima volta nel luglio 2024, tra marzo e aprile 2025 è diventata quella dominante in diverse aree del mondo, compresi Stati Uniti e Regno Unito. 

Questa variante appartiene al lignaggio JN.1, a sua volta della famiglia Omicron. Nello specifico, discende da KP.1.1.3, che si era formata a sua volta da JN.1, responsabile di importanti ondate in tutto il mondo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

I sintomi

Per quanto riguarda i sintomi, da quanto è emerso finora non sembrano essere più gravi di quelli prodotti da altri ceppi circolanti. Per il momento, è importante ricordare che in un comunicato stampa di febbraio 2025, l’Oms ha valutato come “basso” il rischio aggiuntivo per la salute pubblica rappresentato da LP.8.1 a livello globale. 

Cambia il virus, cambiano le esigenze di protezione e così le strategie possibili. Succede anche negli Usa, dove è stato annunciato che verrà limitata al momento l’approvazione consueta dei vaccini stagionali anti-Covid ad anziani over 65 e persone ad alto rischio. In Ue invece, sempre nei giorni scorsi, l’Etf dell’Ema ha dato le sue indicazioni e raccomandato che i prossimi vaccini mirino alla nuova variante in ascesa LP.8.1. 

“Il ruolo dell’Emergency Task Force – riferisce Cavaleri – è di mantenere i vaccini anti-Covid aggiornati in modo che si possa continuare ad usarli in chi ne ha bisogno. E’ chiaro che l’uso adesso è molto ristretto a persone fragili, immunocompromesse, ai grandi anziani – elenca – cioè a coloro che ancora possono soffrire in modo consistente delle conseguenze derivanti dall’infezione con questo virus. Noi facciamo in modo che i vaccini che saranno resi disponibili per le prossime campagne vaccinali siano aggiornati e che quindi possano portare l’impatto maggiore possibile per proteggere queste persone”.     

“Il  virus è cambiato un po’ meno di quanto è successo negli anni passati”

“Quello che è interessante quest’anno – illustra l’esperto – è che il virus è cambiato un po’ meno di quanto è successo negli anni passati.  E’ la prima volta che rimane all’interno della cosiddetta famiglia JN.1. Tutti questi nuovi virus, compreso LP.8.1, che è la variante a cui raccomandiamo di mirare i vaccini, fanno parte comunque della famiglia JN.1. Però si tratta di un virus un po’ diverso e al momento LP.8.1 è la variante che è dominante in molte parti del mondo, e in Europa e in Italia è in crescita. Pensiamo dunque che sia un buon candidato da includere nei vaccini da usare alla fine di quest’anno, anche in base a tutta una serie di studi che abbiamo visionato riguardo al potenziale di questi vaccini composti da LP.8.1 che sembrano degli ottimi vaccini”. L’ipotesi è dunque che, viste le premesse, anche il prossimo autunno-inverno correrà questa versione di Sars-CoV-2 o qualche discendente, conferma Cavaleri. “Poi è sempre molto difficile prevedere quello che sarà – precisa – però l’idea è che così ci avviciniamo un po’ di più a quello che è in circolazione e soprattutto a quello che sarà in circolazione più avanti nell’anno e abbiamo la possibilità di garantire un vaccino che sia efficace”. 

Fonte Rai News.it

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