PARIGI – La Francia si ritrova ad affrontare una nuova e profonda ondata di malcontento sociale. A fare da innesco sono l’impennata dei costi del carburante (che in diverse zone ha sfiorato la soglia dei 3 euro al litro), l’inflazione e il blocco dei salari reali nel settore pubblico. La rabbia, esplosa inizialmente tra i pescatori e gli agricoltori, si è estesa a macchia d’olio coinvolgendo dipendenti pubblici, vigili del fuoco, lavoratori dell’energia e il mondo studentesco.
Dalle raffinerie agli autovelox: la protesta dei settori produttivi
La prima vera scossa al Paese è arrivata dai pescatori e dai trasportatori. Con azioni coordinate nei porti di Sète e Nizza e ai depositi petroliferi strategicamente cruciali come quello di Frontignan, le marinerie francesi hanno paralizzato la distribuzione dei carburanti per denunciare i costi d’esercizio ormai insostenibili.
Nel mondo agricolo, esasperato dagli aumenti del gasolio agricolo e dai danni causati dalla siccità, la protesta si è spinta fino a una forma peculiare di sabotaggio simbolico: il mascheramento degli autovelox. Oltre alla copertura fisica dei radar stradali, sulle apparecchiature sono comparsi messaggi diretti allo Stato per richiedere un tetto sul prezzo dei carburanti, nel tentativo di “colpire due volte” le casse pubbliche bloccando le sanzioni.
Lo sciopero generale e il contagio universitario
Nelle ultime ore la tensione è salita ulteriormente d’intensità. Sotto lo striscione di una vasta alleanza interconfederale guidata da sindacati come la CGT, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Parigi e in oltre 200 città del Paese. Tra le richieste prioritarie figura la rivalutazione degli stipendi pubblici, i cui aumenti del punto di indicizzazione nell’ultimo quinquennio (+5% circa) appaiono drammaticamente inadeguati di fronte a un’inflazione cumulata stimata oltre il 24%.
A complicare il quadro di ordine pubblico è la parallela mobilitazione giovanile. Circa trecento licei e istituti scolastici sono stati coinvolti da tentativi di blocco o occupazioni. La periferia della capitale e diversi centri della regione Île-de-France sono stati teatro di forti attriti con le forze dell’ordine, sfociati in centinaia di fermi, cariche della polizia ed elevati danni alle infrastrutture pubbliche.
Pressing politico sul Governo
A fare da sfondo alla crisi c’è la presentazione del nuovo progetto di legge di bilancio. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha provato a tamponare la rabbia estendendo le misure di sostegno mirato e i bonus sui carburanti, ma il provvedimento è ritenuto insufficiente dalle forze sociali.
Mentre sui social media rimbalzano messaggi e slogan che richiamano apertamente la stagione della grande mobilitazione dei Gilet Gialli, l’opposizione politica attacca frontalmente l’esecutivo. Il tema della perdita del potere d’acquisto e della spinta inflazionistica causata dai costi energetici internazionali è diventato la priorità assoluta, minacciando di rendere caldissimi i prossimi mesi di confronto parlamentare e di piazza.
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