Nuovo DDL • FI contro pm e stampa
Dalle intercettazioni blindate fino al primo grado all’anonimato forzato per i PM: il disegno di legge firmato da Pietro Pittalis porta all’estremo il garantismo berlusconiano.
Se il sogno di Silvio Berlusconi era quello di mettere un lucchetto definitivo alle cronache giudiziarie, il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis sembra aver trovato la chiave.
Il suo disegno di legge, un testo di otto articoli che sta agitando i corridoi della Camera, non è solo una riforma della giustizia, è un manifesto politico che dichiara guerra aperta a giornalisti e inquirenti.
Da quanto si legge su il Fatto Quotidiano, il provvedimento rappresenta la summa del pensiero anti-giudici e anti-cronisti, spingendosi verso vette sanzionatorie mai viste prima.
L’obiettivo è chiaro: rendere il processo penale una “scatola nera” impenetrabile fino alla sentenza di primo grado. Una mossa che, in un Paese dai tempi processuali biblici come l’Italia, rischia di far calare l’oblio su vicende di pubblico interesse per interi decenni.
Il cuore della proposta Pittalis colpisce direttamente il portafoglio delle testate giornalistiche.
La pubblicazione degli atti di un procedimento penale, oggi punita con ammende simboliche, subirebbe un’impennata vertiginosa.
La sanzione passerebbe a una cifra compresa tra i 10mila e i 100mila euro.
Ma la vera anomalia normativa riguarda l’identità dei magistrati. Il DDL introduce il divieto assoluto di pubblicare il nome del Pubblico Ministero titolare dell’indagine fino alla conclusione dell’udienza preliminare.
Un paradosso che, come sottolineato nell’analisi de il Fatto Quotidiano, si rivelerebbe un boomerang. Nemmeno la stampa d’area potrebbe più nominare i magistrati per criticarne l’operato. Chi trasgredisce rischia una multa fino a 36mila euro.
Sulle intercettazioni, da sempre nervo scoperto del centrodestra, la linea è quella del pugno di ferro. Il testo prevede:
–Carcere da 1 a 5 anni per chi rivela o pubblica conversazioni o immagini intercettate prima della sentenza di primo grado.
–Pene raddoppiate per i pubblici ufficiali che dovessero tradire il segreto d’ufficio.
–Divieto di riassunto: Non sarà possibile pubblicare nemmeno una sintesi dei dati sul traffico telefonico o telematico fino alla fine del primo grado di giudizio.
Con questa mossa, Pittalis, plenipotenziario di Forza Italia in Sardegna, punta a entrare nella “hall of fame” dei legislatori azzurri, seguendo le orme di Pecorella, Alfano e Costa.
Il progetto di legge, depositato all’inizio della legislatura ma tornato d’attualità dopo l’annuncio nei resoconti della Camera, viene descritto come un “mare pseudo-garantista” in cui il diritto di cronaca è destinato ad affogare.
Tra tutela della privacy esasperata e sanzioni da bancarotta, la proposta Pittalis punta a trasformare il racconto della giustizia in un lungo, forzato e “mortifero” silenzio stampa.
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