Una giornata di imponenti mobilitazioni ha attraversato l’Italia sabato 10 ottobre, con cortei pro-Palestina organizzati in oltre cinquanta città da un’ampia rete di associazioni, collettivi studenteschi, sigle sindacali e forze politiche per chiedere la fine delle ostilità a Gaza. Sebbene gran parte delle manifestazioni si sia svolta in modo pacifico, non sono mancati momenti di forte tensione, contestazioni e riferimenti polemici all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Scontri e roghi a Torino
La situazione più critica si è verificata a Torino, dove circa 8.000 persone hanno sfilato dietro le insegne di oltre sessanta organizzazioni cittadine. Nei pressi di piazza Castello si sono registrati momenti di scontro quando la testa del corteo ha spinto contro il cordone delle forze dell’ordine, provocando la reazione degli agenti. La tensione si è poi placata permettendo l’ingresso parziale dei manifestanti nella piazza, dove sono stati bruciati due cartonati raffiguranti Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
Polemiche anche sulle dichiarazioni degli organizzatori locali, che hanno definito il 7 ottobre una “giornata di resistenza”, scatenando la ferma condanna delle istituzioni locali.
Sfilate e striscioni a Roma e Milano
A Roma, migliaia di manifestanti si sono mossi dal Colosseo in direzione della cittadella universitaria de La Sapienza. In testa al corteo campeggiavano striscioni di forte impatto politico focalizzati sul blocco del genocidio e sul sostegno alla resistenza, affiancati da bandiere palestinesi e da alcune insegne di Hezbollah.
Anche Milano ha visto un’ampia partecipazione. Gli organizzatori hanno ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla causa palestinese di fronte al prolungarsi del conflitto. Tra i cartelli esposti durante la marcia sono comparsi anche messaggi ed equiparazioni storiche estremamente provocatori.
La presenza di Greta Thunberg a Napoli e le altre piazze
A Napoli la mobilitazione ha visto la partecipazione straordinaria dell’attivista svedese Greta Thunberg, che si è unita ai manifestanti nella zona della stazione centrale. Durante il suo intervento, l’attivista ha rivolto un appello ai giovani a trasformare la propria rabbia in un’azione determinata per i propri diritti.
Cortei e presidi si sono svolti anche a Bologna e in diverse altre città d’Italia, caratterizzati da cori studenteschi contro il coinvolgimento militare e da caricature dei leader politici internazionali.
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