Riceviamo e pubblichiamo
“Nonostante le ripetute comunicazioni e richieste, a cui ad oggi non è stata data alcuna risposta, i lavori di messa in sicurezza del Castello di Mussomeli sono andati avanti grazie all’esiziale arroganza del potere e all’ostinata protervia degli enti preposti alla tutela.
Come si evince dalle foto allegate, si è proceduto alla collocazione delle reti paramassi, difesa passiva dall’eventuale caduta di conci o massi, in una condizione di piena salubrità della muratura e senza optare per la soluzione dell’intervento puntuale e attivo. Soluzione che avrebbe salvaguardato l’immagine esteriore di uno dei monumenti più belli e significativi dell’Isola, pur implicando – forse – una maggiore spesa, a garanzia però del mantenimento della riconoscibilità del monumento che, con la rocca su cui si erge, fa un tutt’uno eccezionale per equilibrio e bellezza.

A tal proposito, si evidenzia il fatto che, contemporaneamente all’intervento di Mussomeli, nella rocca di San Paolino della vicinissima Sutera, le reti paramassi non hanno impedito la caduta rovinosa di grossi massi – appunto – ai piedi del famoso ascensore.
Sono dunque state investite risorse economico-finanziarie per ben oltre 5 milioni di euro per un intervento che ricade tra quelli finanziati a favore del contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana, con tutte le urgenze che da quel punto di vista investono la Sicilia e a scapito della storia e dell’estetica di una della emergenze architettoniche più iconiche dell’Isola, manifestando distanza e disinteresse per lo sviluppo economico della nostra terra, certamente fondato sulla crescita dell’offerta turistica e della ricettività.
Pertanto, alla luce di quanto sopra e a seguito della dolorosa visione dei danni prodotti dai lavori in corso nel magnifico castello di Mussomeli – lavori che si ritiene possano e debbano essere interrotti –, si è del parere che, dai vertici della Regione Siciliana fino al Soprintendente di Caltanissetta, occorra effettuare un passo indietro, che porti alle dimissioni di ogni responsabile di questo scempio.
Firmato
– arch. Leandro Janni vicepresidente regionale Italia Nostra Sicilia;
– dott.ssa Simona Modeo vicepresidente regionale SiciliaAntica;
– dott. Ivo Cigna dirigente Legambiente;
– ing. Giuseppe Gaeta docente a.c. di Recupero e conservazione edifici, Corso di laurea in Scienze e Tecnologia applicate ai beni culturali di Catania, consulente per il consolidamento del costone sud-est del Castello di Mussomeli;
– arch. Giovanni Crisostomo Nucera già dirigente della Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento e Caltanissetta e progettista e direttore dei lavori per il consolidamento del costone sud-est del Castello di Mussomeli;
– arch. Alessandro Ferrara, già soprintendente BB.CC.AA. di Ragusa e dirigente Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Caltanissetta”.
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