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Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Processi in fumo: gli effetti della riforma dell’abuso d’ufficio
CronacaPolitica

Processi in fumo: gli effetti della riforma dell’abuso d’ufficio

Last updated: 31/05/2026 10:56
By Redazione 113 Views 6 Min Read
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Dall’università alla gestione urbanistica, ecco l’antologia dei casi archiviati o ridimensionati dopo la “cura” Nordio ai concorsi truccati nelle università di mezza Italia alle assunzioni clientelari nelle Asp e altri enti pubblici, dagli
abusi edilizi in Campania e in Lombardia fino agli incarichi della Fondazione Milano Cortina per i figli dei
vip.

Provvedimenti che colpiscono trasversalmente politici di ogni schieramento, pubblici ufficiali e
amministratori accusati di aver procurato un vantaggio ingiusto per sé o per altri, creando nello stesso tempo un
danno ai cittadini.

Una condotta che dall’agosto 2024 non è più punibile: il ministro Carlo Nordio ha infatti cancellato il reato dal codice penale (ex art. 323 c.p.).

Sebbene una direttiva anticorruzione dell’Unione Europea preveda che andrebbero punite “almeno determinate violazioni gravi derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni”, il governo ha tirato dritto, determinando una vasta scia di impunità a quasi due anni dalla sua approvazione.

L’effetto più evidente della riforma si sta registrando nel mondo accademico, dove la pratica del favoritismo rischia di trovare una sponda di legalità formale.

Tre maxi-processi a Firenze, Genova e Milano sono naufragati o hanno visto fortemente ridimensionati i loro capi d’accusa. La Cassazione ha stabilito che truccare concorsi accademici non è un comportamento punibile con la nuova normativa, che di fatto delimita l’area del penalmente rilevante per i beni e i servizi. La naturale conseguenza della riforma Nordio è stata quella di stroncare procedimenti già in corso.

La mappa delle archiviazioni e dei proscioglimenti Firenze e Genova: concorsi e sanità .

A Firenze sono caduti i capi di imputazione nei confronti di docenti universitari accusati di favoritismi nelle nomine
agli ospedali fiorentini Careggi e Meyer. A Genova la riforma ha ridimensionato l’inchiesta sullo scandalo delle
nomine truccate all’ospedale San Martino e alla clinica Villa Chiassuolo, lasciando i magistrati nell’impossibilità di
dare una risposta penale a episodi di favoritismo che loro stessi considerano accertati.

Milano: Fondazione Milano-Cortina e Università. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione delle indagini sulle assunzioni dei parenti di politici e manager alla Fondazione Milano-Cortina, tra cui quelle relative a Lorenzo Cochis La Russa (figlio di Ignazio) e Livia Draghi (nipote di Mario). Sempre nel capoluogo lombardo sono stati assolti i rettori della Statale e del San Raffaele, Elio Franzini e Enrico Gherlone, accusati di spartirsi i posti messi a bando nei reparti di Urologia.

Liguria e il caso Imperia. A Imperia la Procura aveva aperto varie indagini su Claudio Scajola per presunti abusi edilizi e pressioni su funzionari civili per favorire o bloccare determinati interventi urbanistici. Sebbene l’allora procuratore Alberto Lari avesse sottolineato la gravità delle condotte, l’eliminazione del reato ha semplificato la posizione giudiziaria dell’amministratore ligure, azzerando i processi a suo carico.

Il Mezzogiorno: dalla Campania alla Sicilia. In Campania, il Tribunale di Napoli ha revocato l’ordine di demolizione per abusi edilizi a Barano d’Ischia che pendeva sul capo dell’ufficio tecnico. A Torre Annunziata è stata annullata la condanna per due tecnici comunali legata a permessi illegittimi in costiera sorrentina. I

In Sicilia, il Tribunale di Siracusa ha scagionato Giuseppe Carta (sindaco di Melilli) dalle accuse di aver pilotato appalti comunali. Analoga sorte per Salvatore Geraci (sindaco di Cerda) e per le indagini sui concorsi pilotati all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e al Policlinico di Palermo.

Mentre i procedimenti vengono archiviati uno dopo l’altro, il dibattito si sposta sui possibili profili di
incostituzionalità della riforma.

Diversi giudici e procure hanno sollevato eccezioni dinanzi alla Corte Costituzionale, evidenziando il contrasto tra l’abolizione totale del reato e gli obblighi internazionali assunti dall’Italia in materia di contrasto alla corruzione e alla mala gestio della pubblica amministrazione.

Fino a un eventuale pronunciamento della Consulta, tuttavia, la cancellazione dell’abuso d’ufficio continuerà a produrre i suoi effetti protettivi su una vasta gamma di condotte prima sanzionate dalla legge.

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