Una vicenda che si trascina ormai da mesi tra mezze verità, risposte evitate e un imbarazzante scaricabarile amministrativo.
La telenovela burocratica sulla Piscina Comunale “Raimondo Collodoro” sembra non finire mai. L’impianto sportivo, riaperto ed accolto in città tra i riflettori spianati, i soliti tagli di nastro ed una grande festa di sport con il pubblico delle grandi occasioni, si è trasformato ben presto in un piccolo “caso di studio” su come la gestione dei servizi pubblici a Caltanissetta riesca a complicare anche le cose all’apparenza più semplici.
Dalla festa alla stangata: il nodo tariffe e le lettere dei cittadini
Spenti i riflettori della passerella inaugurale, gli utenti hanno dovuto fare i conti con la cruda realtà dei prezzi. Fin dai primi giorni si sono sollevati interrogativi sul tariffario applicato, accompagnati dalle proteste di cittadini indignati che richiamavano al rispetto delle norme. Altro che “servizio sociale”: per le categorie fragili e in particolare per le disabilità, il messaggio emerso a chiare lettere è stato gravissimo: «la salute non può essere un lusso».
E mentre da Palazzo del Carmine arrivavano rassicurazioni di facciata, gli utenti si trovavano di fronte a rincari da capogiro (con lievitazioni passate da 3,50€ a ben 9€), documentati da volantini in mano e pubblicati sui social da diversi cittadini. Articoli, post e commenti di proteste hanno chiesto a gran voce l’immediato blocco delle tariffe maggiorate e il rimborso delle cifre illegittimamente incassate, ma la macchina comunale ha preferito procedere a passo di lumaca.
L’Amministrazione tra delibere “mummificate”, il solito burocratese e il silenzio sui controlli
Nel corso delle settimane, di fronte al “giallo” del tariffario diffuso sul web, la Giunta si è trincerata dietro la solita scusa: le tariffe ufficialmente approvate risalirebbero al 2020 e non sarebbero mai state toccate. Un modo comodo per lavarsene le mani, mentre il Sindaco Tesauro e l’Assessore Petrantoni venivano messi alle strette dai cittadini e dalle opposizioni.
Alle precise interrogazioni arrivate dai gruppi consiliari (a partire dall’iniziativa di Area Civica che ha spezzato un silenzio assordante, fino ai successivi affondi del consigliere Gambino e di altri esponenti), Palazzo del Carmine ha risposto sfoderando il miglior repertorio di “burocratese” e “supercazzole” amministrative. Non si è parlato più delle penali che, se realmente sono state previste, come riferì un consigliere intervenedo sui social, non sono state al momento applicate, sul canone di concessione, sui controlli mancati o sui verbali misteriosamente svaporati.
L’unica cosa che è fluita con puntualità svizzera sono stati i soldi pubblici: 200.000 euro di seconda tranche liquidati senza esitazione alla RTI concessionaria, mentre l’adeguamento formale delle tariffe per i cittadini continuava a rimanere bloccato nei cassetti.
Il mistero della delibera “scomparsa”
Negli ultimi giorni la farsa ha toccato il suo apice: gli uffici comunali avrebbero predisposto e completato la documentazione per l’adeguamento tariffario fin dall’8 settembre, come ha rivelato il consigliere Gambino. Eppure, una volta arrivata al piano nobile della Giunta, la delibera è letteralmente “svaporata” nel nulla per settimane. Incuria? Pasticcio politico? O incapacità di decidere per non scontentare nessuno? Il risultato, intanto, lo hanno pagato i cittadini.
Giovedì 1° Ottobre: nuovo “interrogatorio” in V Commissione. Sarà la penultima puntata?
Ieri si è aggiunto l’ennesimo capitolo alla saga. Sul sito del Comune spunta infatti l’ordine del giorno per giovedì 1° ottobre, quando in V° Commissione Consiliare verrà nuovamente convocato (e stavolta chiamato davvero a spiegare l’inesplicabile) l’Assessore Petrantoni.

Il punto in agenda suona come una bocciatura dell’operato dell’esecutivo: si chiederanno «chiarimenti sulla mancata Deliberazione dell’adeguamento delle tariffe della Piscina Comunale già determinate dagli Uffici».
I cittadini si chiedono se quella di giovedì sarà finalmente la penultima puntata di questo triste spettacolo amministrativo.
L’ultima spetterà di diritto alla Giunta, chiamata ad approvare d’urgenza la delibera formale sul nuovo tariffario e di conseguenza ci si aspetta anche un adeguamento del canone, formalizzare la penale per la ritardata apertura e, per chi eventualmente ha pagato più del dovuto, chiedere alla ditta un rimborso.
Un atto dovuto che, speriamo vivamente per una volta, sia tagliato su misura per tutelare i portafogli degli utenti e non le comodità del gestore o i ritardi della politica.
Ora basta con la commedia: il tempo delle scuse è scaduto
Diciamocelo con estrema franchezza: circa due mesi di tempo sarebbero stati più che sufficienti per fare, con calma e dovizia di dettagli, quello che andava fatto prima ancora di tagliare il nastro e riaprire i cancelli della piscina.
Ora, per quanto in clamoroso ritardo, si smetta una buona volta con questa stucchevole tattica del prendere tempo e, soprattutto, la si finisca di prendere in giro la cittadinanza. Perché per quanto possa suonare brutto o sgradevole detto a chiare lettere, alla fine della fiera è esattamente questo ciò a cui stiamo assistendo: una melina sulla pelle, anzi sulle tasche, degli utenti. Si approvi questa benedetta delibera e si restituisca dignità alla politica e serenità ai cittadini.
Alcuni nostri articoli sull’argomento:
- https://caltanissetta401.it/piscina-comunale-e-trasparenza-sulle-tariffe-la-lettera-di-un-cittadino-che-richiama-al-rispetto-delle-norme
- https://caltanissetta401.it/piscina-collodoro-arriva-linterrogazione-di-area-civica-che-rompe-il-silenzio-linterrogazione
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- https://caltanissetta401.it/caso-tariffe-piscina-comunale-collodoro-tra-difformita-verbali-non-ancora-disponibili-e-risposte-che-non-arrivano
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- https://caltanissetta401.it/piscina-comunale-collodoro-dopo-quasi-due-mesi-dalle-rassicurazioni-della-giunta-del-nuovo-tariffario-non-ce-ancora-traccia
- https://caltanissetta401.it/caltanissetta-tariffe-piscina-comunale-gambino-uffici-pronti-dall8-settembre-ma-in-giunta-la-delibera-sparisce
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